Cisambiente Confindustria ha partecipato alla V edizione del Golf Links Invitational Week 2026 presso le iconiche spiagge La Cinta di San Teodoro e Su Tiriarzu di Posada.
E’ stata l’occasione di conoscere anche Tinamaria Marongiu che si è raccontata sui nostri canali ufficiali approfondendo la sua arte e non solo.
1) Buongiorno, lei è stata presente al Golf Links Invitational Week 2026: cosa pensa della V edizione di quest’anno?
Buongiorno! La mia partecipazione al Golf Links Invitational Week 2026 non è stata casuale: pur essendo un’artista visiva, gioco a golf e sono Socio Fondatore, nonché Presidente in carica e Direttore Artistico dell’ASD Golfaldia, l’Associazione organizzatrice dell’evento. Ho sempre sostenuto con convinzione il progetto di Roberto Pompei, che oltre ad essere un apprezzatissimo Maestro di golf possiede idee originalied una creatività aperta, che lo distinguono non solo come Professionista ma anche come persona capace di unire genialità, competenze e sensibilità.
L’evoluzione della Manifestazione negli anni è stata straordinaria e ne sono/siamo molto fieri. All’inizio è stato difficile far comprendere che non si trattava di una semplice gara ma di una diversa modalità di concepire e vivere questo “gioco”, e ci siamo riusciti! Il golf è spesso percepito e considerato come uno sport elitario,praticato in spazi preposti, mentre la sua origine è legata alle coste ed alla natura, aperto a tutti. Una grandissima soddisfazione è stata l’adesione di numerosi giocatori provenienti da diverse Regioni d’Italia e d’Europa; alcuni di loro hanno partecipato per il quinto anno consecutivo, testimonianza che l’idea funziona, che è stata recepita, e questo anche grazie ad una grande crescita organizzativa. I partecipanti, insieme hanno condiviso non solo il gioco, ma giornate straordinarie che difficilmente dimenticheranno.
Riprendere il contatto con la natura ci riporta all’infanzia, ai momenti meravigliosi trascorsi sulle spiagge incontaminate. Il Golf Links Invitational vuole essere proprio questo: una pausa di riflessione che ci invita a vivere con semplicità e condivisione, dedicando più cura, rispetto e responsabilità al mondo che ci ospita. Oltre al supporto costante della Regione Sardegna, con l’Assessore al Turismo Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, che fin dai primi passi ha creduto nella bontà dell’evento, e ai due Comuni di San Teodoro e Posada, quest’anno, in questa quinta edizione, la prestigiosa adesione di Cisambiente Confindustria, come Partner ufficiale dell’evento, conferma che il nostro messaggio è stato colto ed “accolto” pienamente; per noi è un grande onore e motivo di orgoglio!
2) E’ stata consegnata una delle sue opere al DG Lucia Leonessi: vuole raccontarci di cosa si tratta e a cosa si ispirano le sue opere? Che collegamento trova tra il suo operato e il mondo dell’ambiente?
Sono nata artisticamente e professionalmente nella discografia alla fine degli anni ’70, come interprete di musica leggera e poi come cantautrice di musiche e testi. Il mio vagabondare per il mondo, tra un’esibizione e l’altra e a contatto con persone di culture diverse, mi ha permesso di entrare in relazione con molti modi di vivere, comprendere e condividere la vita, accrescendo la mia sensibilità. Attraverso le canzoni e le poesie, ho raccontato di storie e del nostro Universo: una continua rinascita nella mia vita d’Artista.
La curiosità e il bisogno di nuove forme espressive mi hanno portato a frequentare un Master triennale in Art Counseling (2006–2009), che mi ha offerto l’opportunità di lavorare su me stessa in primis in modo introspettivo e a guardare oltre, con occhio più attento e senza preconcetti, riguardo l’esistenza umana e le dinamiche che vivono dentro di noi, ognuno con i propri dubbi e fragilità. Un percorso che mi ha portato a sperimentare tutti i media dell’arte tanto da aprire nuovi orizzonti creativi, fino ad arrivare a concepire la mia prima opera materica di arte visiva, “Box-Es”.
Nel mio ruolo di Direttore Artistico dell’ASD, ogni anno invito un/una artista diverso, spesso ceramista, per la realizzazione delle opere/premio. Quest’anno, alla quinta edizione dell’evento, ho voluto lasciare anche un mio segno. Premesso che miei lavori sono sempre pezzi unici, privi di progettualità, dove l’istinto e il caso interagiscono con le materie, tuttavia, plasmando l’argilla, simbolo di vita, mescolata alle sabbie di Sardegna e accostata al colore dell’oro che richiamano il sole, la preziosità e la bellezza della nostra natura incontaminata, per la prima volta mi sono trovata a realizzare 14 opere, tutte diverse l’una dall’altra, ma fondate su un unico concetto: TRACES — TRACCE.
Sono le tracce delle mie dita impresse sull’argilla, a testimoniare la presenza di un’esistenza creativa; le tracce della pallina che simbolicamente ognuno ha lasciato sulla spiaggia; le tracce di ogni passo, di ogni risata, di ogni dettaglio che ha reso speciali le giornate trascorse in una dimensione di umanità che dovremmo rivivere spesso. Le tracce che ciascuno di noi lascia nella vita ricordando che il nostro passaggio lascia sempre un segno: questo segno va pensato con rispetto per la nostra esistenza, per il pianeta che ci ospita e per chi arriverà dopo di noi. Un rispetto che richiede attenzione, cura, e la responsabilità di sapere che le tracce che lasciamo restano indelebili.

3) Può sintetizzarci la sua attività, i valori a cui si ispira e i progetti che ha in cantiere nel prossimo futuro?
Come già nella musica, ho sempre avuto un occhio attento verso l’ Es-sere ed il Pianeta che ci accoglie, cercando di catturare frammenti del nostro vivere.
Le prime opere, semplicemente denominate “Box-Es”, esposte già nel 2009, contenevano due costanti, la teca di plexiglass, rappresentazione di una modalità creativa libera, assente di progettualità, ed il Farmaco (pillola o similari), simbolo dell’Agio e del Disagio dell’uomo e del mondo. Opere realizzate attraverso l’utilizzo di materiali poveri e di riciclo che raccontano … :Box-Es n.1007 pollution – (spiaggia di catrame e siringhe), che tratta il tema dell’ inquinamento … : Box-Es n.1011 molotow (il bosco bruciato), un chiaro segnale che riguarda la devastazione delle aree verdi, che ogni anno vengono distrutte a causa di atti vandalici o di mancate attenzioni che si potrebbero evitare … Fino ad arrivare al 2013 in cui nasce il concetto di “ARTE COMPATTA”.
L’ARTE COMPATTA dove prendono corpo cinque principi che paiono al contempo etici e formali: Unicità, Universalità, Unione, Umanità e Uguaglianza.
A battesimo di una nuova tecnica creativa tridimensionale che unisce materie, tra le più disparate, organiche ed inorganiche, di riciclo e non, miste a racconti e concetti di un ideale di vita. Scarti utilizzati che riprendono il loro esistere, quasi come fossero gioielli, che diventano un corpo tridimensionale “COMPATTO”. Un percorso creativo e intellettuale che prende forma dall’anima, una ricerca costante, un risveglio per l’amore e il rispetto verso se stessi, verso l’altro e verso il mondo che abitiamo, con la consapevolezza che ogni frammento dismesso può essere trasformato diventando ricchezza comune.
Opere come: Box-Es n.1139 once upon a time … c’era una volta – che attraverso la coda di un pesce spada, recuperato da un banco di un pescivendolo in attesa di essere gettato tra i rifiuti, rinasce, col sua storia che fa pensare … al suo viaggio nella vita, ai suoi incontri, alle avventure e infine alla sua rinascita, diventando altro … Così come il nostro viaggio, alle esperienze e al ricordo indelebile che lasciamo ai posteri.
Viviamo in un mondo frammentato, segnato da ferite sociali, ambientali ed emotive, ed è da questi frammenti che il mio lavoro prende forma, con il tentativo di dargli nuova luce, di trasformarne il senso.
Credo che l’Arte, oggi più che mai, possa essere un veicolo capace di risvegliare la sensibilità collettiva e che possa far riflettere.
Nel 2024 il “Movimento di ARTE COMPATTA o COMPACT ART” è stato ufficialmente pubblicato e codificato. Un mio percorso creativo, ma che diventa uno spazio aperto e condiviso, in cui ogni sguardo esterno, attraverso la sua molteplice lettura, aggiunge un nuovo livello di senso.
L’Arte Compatta si afferma così come organismo vivo,da condividere, capace di crescere attraverso l’incontro, lo scambio, l’ascolto e anche l’interpretazione altrui, con la speranza che la sua voce arrivi forte, lontana, e sia complice di atti sempre più diretti verso il benessere Universale.
Attualmente è in corso una mia Mostra Personale all’interno del Castello di Castelsardo, in Sardegna, Patrocinata dallo stesso Comune, che sarà visitabile fino a tutto il mese di Giugno. Migliaia di visitatori che arrivano da tutta Europa e lasciano la propria traccia, attraverso semplici scritti, osservazioni e nuove visioni, sono una risposta sempre più forte che arriva costante e che mi spinge a continuare sul mio percorso e a non demordere mai.
Nei miei progetti futuri “ogni cosa avrà il suo senso di esistere”, perché la vita, come l’arte, è in continuo divenire. Sarò come sempre in prima linea come la mia”Box-Es n.1125 Bellator Lumines (guerriera della luce)”, che lotta per la pace, per il rispetto, promuovendo quei principi fondamentali nel tentativo di fare della vita un cammino più sereno e giusto. Anche sei programmi stabiliti spesso subiscono cambiamenti, è certo che il mio viaggio di ricerca continuerà senza sosta … con la speranza che le mie tracce, in questo mio passaggio, possano essere discussione e ricerca fertile anche per le generazioni a venire!